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Il negozio fantasma

Una volta con mia madre andammo in un negozio che vende biancheria per la casa, nella zona industriale della nostra città. Fu lei a scoprirlo e a chiedermi di accompagnarla, solo che non avevo bisogno di nulla per questo motivo non acquistai niente; lei prese invece delle lenzuola che, a quanto mi ha detto recentemente, sono davvero buone, ottimi materiali e tengono il giusto caldo.

Mi si è distrutta la tovaglia sulla quale mangiamo a casa, o meglio me l’ha distrutta Fango, il nostro cane. Non so come abbia fatto, l’ha presa dal cesto dei panni da stirare e ha iniziato a divertircisi scavando sulla superficie e mordendola. Ho anche ospiti domani a cena, non posso proporgli le tovagliette americane terribili e con gli animaletti Disney che ha comprato mia figlia (che per la cronaca ha quasi 30 anni).

In più, avendo fra poco il compleanno di un’amica, volevo prenderle un set di presine che avevo visto a forma di gufetti. Sono i suoi animali preferiti e portafortuna, in più sono in un materiale pregiato del quale non ricordo il nome, ma che comunque dovrebbe essere morbido al tatto e duraturo nel tempo.

Partiamo all’alba, con mia madre è sempre così: vuole andare al bar, fare colazione con un tramezzino e un cappuccino (evidentemente non ha le papille gustative), comprare un Gratta e Vinci, fumarsi una sigaretta e poi con calma andare. A volte mi obbliga anche a fare pit stop in chiesa, dove passa delle mezzore non di spiritualità, ma di mero pettegolezzo: trova le sue amiche e inizia a chiacchierare di quelle storie di paese alla Beautiful.

Comunque, di certo con lei non c’è il rischio di trovare negozi chiusi per la pausa pranzo, al massimo c’è il rischio di trovarli chiusi perché non ancora aperti al mattino. Bene, stavolta ci siamo superate: siamo arrivate nel posto dove era il negozio e, al posto del nome che entrambe ricordavamo, abbiamo trovato un enorme cartello, Vendita materassi matrimoniali. Non capendo perché non ci fosse più quel negozio di biancheria per la casa tanto deliziosa, siamo entrate e abbiamo chiesto informazioni.

La risposta? “Signore ma siete sicure? Noi abbiamo il negozio qui da 25 anni”.

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