Salute e bellezza

Come eliminare i peli di troppo in estate? L’epilatore luce pulsata è la soluzione ideale

Il peli sono i principali nemici di tutte le donne. Proprio per questa ragione, nel periodo estivo, diventa un vero e proprio problema in quanto fare la ceretta e/o radersi potrebbe rovinare l’abbronzatura! In tal proposito la soluzionen migliore da prendere in considerazione è quella di acquistare un epilatore luce pulsata.

Avere la pelle liscia come la seta è una prerrogativa di ogni donna, ma la realtà invece cambia. Per avere un effetto duraturo nel tempo moltissime scelgono di utilizzare una crema epilatoria oppure di effettuare la ceretta per eliminare i peli di troppo però queste due vanno a schiarire la tintarella; il rasoio potrebbe essere una valida alternativa però costringe di radersi quotidianamente.

La terapia giusta da seguire: i consigli

La tecnologia ha permesso di fare grandi passi in avanti ed è per questo che risulta essere uno dei trattamenti migliori per eliminare i peli. La prima cosa da fare sarà quella di analizzare la natura del pelo con alcuni test clinici e poi andare a trattare la zona con la terapia piu’ opportuna.

Nonostante si possa intervenire con delle soluzioni “aggressive” col tempo a causa di sbalzi ormonali, i peli potrebbero ricrescere. Ma questo inconveniente non dovrebbe creare grandi problematiche perché basterebbe semplicemente trattare nuovamente la zona!

Una volta scelta la terapia piu’ giusta per noi sicuramente riusciremo ad avere delle gambe lisce e non ci si dovrà piu’ preoccuparsi prima di andare al mare di epilarsi. Si potrà indossare il bikini ed essere perfettamente al top.

Questa soluzione “definitiva” quanto puo’ costare?

Vista la concorrenza del mercato oggi giorno è possibile trovare degli epilatori accessibili a tutti che partono da un minimo di 55 euro sino ad un massimo di circa 800 euro (in quest’ultimo caso però si tratta di macchinari professionali che vanno utilizzati da un personale competente).

Salute e bellezza

Come lavare extension a clip di capelli veri

Le extension a clip di capelli veri consentono di avere una maggiore praticità rispetto a quelle attaccate ai capelli, oltre ad essere più economiche risultano anche meno invasive e non logorano il capello. Queste ciocche permettono ai capelli di avere volume e lunghezza quindi scopriamo come prendersi cura delle extension.

I consigli per curare le extension a clip di capelli veri

La prima cosa fondamentale è pettinare le ciocche eliminando ogni eventuale nodo; l’ideale sarebbe una spazzola con denti larghi. In secondo piano inumidirle con un po’ di acqua calda e insaponarle con dello shampoo naturale privo di solfati. In ultimo andare a sciacquare con cura le extension  capelli veri ed applicare un balsamo.

Pettiniamole e facciamole asciugare al sole se possibile oppure asciugarle con un phon magari proteggendo le ciocche con un prodotto apposito. Essendo un prodotto delicato, è consigliabile non lavarle con una certa frequenza perché potrebbero perdere la loro foltezza (meglio se dopo 7 o 14 giorni). Una valida alternativa sarebbe lavarle con uno shampoo a secco.

Ogni volta che rimuoveremo le extension ricordiamo di pettinarle per evitare di avere delle difficoltà a districarle quando dobbiamo applicarle.

Extension a clip di capelli veri: prezzo

Le extension a clip di capelli veri hanno un costo superiore rispetto a quelle artificiali perché di una qualità migliore. Esistono vari tipi di dimensione di ciocche tanto che il loro prezzo si aggira attorno ai 300 sino ad un massimo di 500 euro. Ovviamente poi tutto può variare a seconda del numero di ciocche che abbiamo bisogno: vogliamo un cambiamento drastico oppure ci servono solo per una particolare acconciatura? Tutto è soggettivo!

Se vogliamo un risultato più duraturo dovremo sicuramente optare per delle extension a cheratina (durata massima di 5 mesi) mentre per le extension a clip di capelli veri potrebbero durare molto se tenute con cura.

Il proprio look deve essere sempre al top quindi bisognerà curarle se vogliamo avere una chioma folta e sempre in perfetto ordine: sarà possibile con queste extension a clip!

Blog

In principio era l’insonnia

Non ce la faccio più, se non dormo come Dio comanda, presto, mi dovranno rinchiudere in manicomio. Ormai non ho più un ricordo certo dell’ultima volta che ho dormito di gusto e con piacere, svegliandomi a un orario decente, ma soprattutto in condizioni decenti: ultimamente mi sono abituato al ritmo di vado a letto presto, non mi addormento prima delle 3 del mattino alle 6 mi devo svegliare per forza e passare una giornata tragica in balia del sonno più acuto.

Ho provato a prendere delle erbe omeopatiche che in erboristeria mi avevano consigliato in quanto miracolose, a detta loro. Ovviamente non è servito a nulla. Ho provato ad affidarmi alla vecchia cara camomilla, senza il benché minimo risultato: ho tolto addirittura il caffè dalla mia vita, che è un po’ come aver gettato nel cassonetto uno dei piaceri più grandi che si possano avere. Niente, non è servito a nulla.

Ora, da qualche parte, mi ricordo di aver letto che l’insonnia può dipendere dal materasso e dal dormire bene in questo senso. Già avevo in mente di cambiare il mio vecchio materasso, che sembra più uno strumento per fachiri, ormai, piuttosto che un supporto per riposare. A forza di vedere televendite, poi, mi sono incuriosito tantissimo per quanto riguarda il memory foam, ho trovato un’azienda italiana che produce un sacco di modelli. Ho quindi inviato una mail, ieri, chiedendo se esistesse qualche modello specifico per il mio problema, e mi hanno risposto un’ora fa dicendomi visita il sito web e inserisci insonnia nello spazio per la ricerca, abbiamo molti modelli che ti aiuteranno a dormire bene! Offerta matererassi.

Penso di aver trovato quello giusto per me, o almeno quello che mi ispira di più. Domani vado a ricaricare la PostePay e lo compro, sperando che se in principio era l’insonnia, in futuro non lo sarà più.

Blog

Primo giorno di lavoro

Sono appena tornata dal mio primo giorno di lavoro al bar che mi ha assunto. È vicino casa, quindi perfetto da tutti i punti di vista, anche per fare orari più difficili, come ad esempio quelli dell’apertura. Oggi è stato un po’ il giorno della prova, più che del lavoro vero e proprio, ho avuto il proprietario sempre dietro, pronto a insegnarmi come fare tutte le cose.

Me la sono cavata abbastanza bene con il caffè, avevo paura di fare danni a preparare un cappuccino perché non ho mai capito come facessero a fare la schiuma. È tutto automatico, basta mettere il latte nel contenitore apposito e schiacciare il pulsante che emette vapore, lasciandolo per qualche secondo a far montare il latte, se così si può dire.

Me la sono cavata molto bene con la tostiera, un cliente è entrato e ha chiesto un panino con prosciutto, mozzarella e rucola, lo voleva ben scaldato per far sì che la mozzarella si sciogliesse a puntino. Mi ha fatto i complimenti il mio capo, mi ha detto che lui stesso ci ha messo un po’ per capire come fare a non bruciare tutto, ne ha fatti aspettare tanti di clienti affamati 🙂

Anche il rapporto con il cliente è molto divertente, sono tutti stati molto cordiali e hanno avuto pazienza con me, nonostante fossi palesemente impacciata. Ho servito i caffè con il bicchiere d’acqua a seguito, come mi ha detto di fare il mio capo, perché a quanto pare è una cosa che in questa zona facciamo soltanto noi. Insomma, sono molto propositiva per il mio futuro lavorativo, sono emozionata e ho proprio voglia di buttarmi a capofitto in questa nuova avventura!

Casa

Stufa a pellet: ecco le varie fasi di lavorazione del suo combustibile

La stufa a pellet è un prodotto interessante che presenta dei tratti similari ad una stufa a legno.
Proprio per questa ragione entrambe hanno il compito di riscaldare gli ambienti bruciando del combustibile solido; una il legno mentre l’altra il pellet.
Il pellet è un materiale più ecologico visto che viene ricavato dagli scarti di lavorazione, vediamo insieme le varie fasi di lavorazione.

In un primo momento viene deumidificato in quanto contiene circa il 10% di acqua. Successivamente deve subire un processo di triturazione per poi essere centrifugato ed infine riscaldato (la sua temperatura viene portata a 10 gradi centigradi riducendo così l’umidità al 2%).Quando ancora è caldo il pellet viene lavorato fino a formare i cilindretti e successivamente vengono fatti raffreddare per preservare la loro forma.

Come abbiamo visto il processo di lavorazione del pellet non implica introdurre elementi chimici così da rendere questo materiale ecologico e allo stesso tempo economico.

I vantaggi del pellet

Non è noccivo per l’uomo in quanto il pellet è una materia prima rinnovabile e consente di risolvere il problema dello smaltimento. Inoltre la sua combustione provoca solo emissioni di CO2, ma è molto basso quindi si può stare tranquilli. A differenza degli altri combustibili come ad esempio il cherosene risulta essere molto più economico (un sacco da 15 kg dura in media due settimane, ma tutto dipende dall’utilizzo che se ne fa).

Stufa a pellet: i vari tipi di rivestimento

Queste stufe dispongono di un tipo di rivestimento differente infatti in commercio esistono in ceramica (mantiene più a lungo il calore), in ghisa (accumulano molto calore e lo rilasciano lentamente), in acciaio e in pietra olare. In base al funzionamento potremo optare per una stufa a pellet ad aria (hanno il compito di rilasciare nell’ambiente solo aria calda) oppure ad acqua (oltre all’aria possono produrre acqua calda utile per uso sanitario e per i termosifoni).

In ultimo ma non meno importante si può scegliere di acquistare una stufa a pellet da incasso (necessitano di una canna fumaria di piccole dimensioni e di una presa d’aria) oppure dei caminetti a pellet (necessitano di una canna fumaria in accaio disposta all’interno di quella del camino).